venerdì, 25 gennaio 2008
Per la serie “fai da te” ecco come realizzare con un auricolare Bluetooth un telefono cordless per Skype.

Vediamo allora cosa serve:

  • un auricolare Bluetooth
  • una chiavetta adattatore Bluetooth USB
  • ovviamente Skype installato sul computer

Se dovete ancora comperare la chiavetta Bluetooth USB mi raccomando di fare attenzione che il dongle USB sia abilitato alla funzione Audio Gateway che è essenziale per far si che il computer sia in grado di riconoscere l’auricolare come una scheda audio.

Come suggerisce il sito fonte di questo “tutorial” bisogna fare particolare attenzione che lo stack Bluetooth di XP Services Pack 2 non vada in conflitto con quello del dongle Bluetooth, in tal caso si dovrà sostituire lo stack Bluetooth Microsoft con quello fornito dal produttore del dongle nel CD di installazione.

l'articolo sopra è copiato dal blog http://www.onevoiceoverip.it

dovrebbe funzionare anche con i softphone, che poi non sono altro che dei telefoni software voip, e webphone. se qualcuno lo prova sarebbe simpatico sapere come e' andata.

postato da: armando66com alle ore 11:53 | Permalink | commenti (1)
categoria:voip, skype
mercoledì, 16 gennaio 2008
Girando per il web apprendo che quest’estate 16 agosto 2007 skype non ha funzionato, in quanto non era possibile autenticarsi impedendo a milioni di utenti di collegarsi al servizio di telefonia mediante il client skype. La notizia del malfunzionamento ha raggiunto rapidamente i titoli dei principali news media. C'è anche chi ipotizzò un attacco contro i server Skype, ipotesi smentita dall'azienda. La cosa più bella che l’azienda skype vantandosi della cosa ha escluso che il malfunzionamento potesse dipendere dai loro server, perchè i loro server non si occupano di autenticare gli utenti, o del funzionamento di skype, ma si occupano solo di raccogliere dati. Tradotto intermini pratici di spiarci. Spiano cosa facciamo e cosa abbiamo memorizzato sui nostri pc. Utilizzeranno spyware ? che c’è da vantarsi non lo so !!!!!!
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venerdì, 11 gennaio 2008
In Gran Bretagna i ricercatori propongono una tassa sull'obesità
Secondo gli autori dello studio, la tassa salverebbe la vita ogni anno a 3.000 persone
I ricercatori dell'Università di Oxford, autori dello studio pubblicato sul "Journal of Epidemiology and Commmunity Health", sostengono che una tassa sul “cibo spazzatura” (Junk food) potrebbe salvare, in Gran Bretagna, ogni anno la vita a 3.000 persone.
In Gran Bretagna, infatti, un adulto su quattro è obeso e il fenomeno si sta paurosamente allargando anche tra gli adolescenti. Secondo i dati, circa 230.000 persone soffrono di malattie cardiovascolari e ogni due minuti una persona ha un infarto. Già nel 2004, il governo di Tony Blair aveva bocciato la tassa sugli alimenti troppo ricchi di zuccheri, grassi e sale.
Secondo la ricerca, diretta dal dottor Oliver Mytton, un aumento dei prezzi su alimenti grassi e zuccherati potrebbe portare ad una riduzione dell'1,7% di infarti e ictus, secondo i ricercatori del dipartimento di salute pubblica che hanno effettuato delle simulazioni in particolare su latticini e prodotti dolciari.
Maura Gillespie della British Heart Foundation sottolinea che sono necessari altri studi per sostenere l'idea di una tassa sull'obesità.
La Food & Drink Federation ha criticato l'idea perchè la tassa colpirebbe anche alimenti salutari come i formaggi che devono essere inseriti in una dieta equilibrata. Secondo Julian Hunt, portavoce della federazione, la tassa colpirebbe soprattutto le classi meno abbienti e la spesa settimanale aumenterebbe del 4,6%.
Ritengo insostenibile che la collettività debba sostenere i costi diretti e indiretti di tutti questi obesi. La soluzione efficace mi sembra essere una tassazione ad hoc sugli alimenti “spazzatura”. Andrebbe a colpire i più poveri e i più giovani che sono i grandi consumatori di cibo spazzatura. Ma potrebbe spingere l'industria agro-alimentare a produrre nuovi prodotti più sani che potrebbero ridurre il numero di obesi.
 
Le sigarette o meglio il tabacco in genere è tassato, come anche gli alcolici e superalcolici, allora perchè non tassare anche il cibo “spazzatura” ? oppure l’alternativa a tale proposta e vendere alle persone malate di obesità il sogno che sono delle stelline,  ?????? gli vogliamo regalare un illusione ? un disturbo dell’alimentazione oltre alla malattiei cardiovascolari etc etc il più delle volte porta disturbi di carattere psicologici molto gravi, che gravano sulle nostre tasche, rendendo sempre meno efficente la sanità pubblica del nostro paese che già ha di suo poche risorse.
 
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domenica, 06 gennaio 2008


Mancanza di idee anche fra gli amici


Oggi ho litigato con una mia amica del web, che si ritiene bravina in informatica.
Infatti la signorina da tempo che sostiene sia skype sia linux.


Prima gli piace linux perché è un sistema libero open source, poi gli piace skype che usa un protocollo proprietario. La confusione è veramente tanta.


Niente da fare inutile dirle che esistono sistemi analoghi che usano il protocollo SIP più efficienti e validi più flessibili installabili sul pc o utilizzabili anche senza pc. E pensare che la mia amica ha pure una fissazione sulla sicurezza del pc, senza sapere che falle apre skype. (Leggete sotto).


Come vi dicevo poc’anzi Skype è un mondo chiuso, basato su protocolli proprietari, una tecnologia distruttiva che vorrebbe mangiare tutta la torta del VoIP mondiale.

Skype nasce nel 2002, frutto del lavoro della Sharman Networks, ovvero gli stessi sviluppatori del famosissimo software di P2P Kazaa.
Lo ricordavate ? Kazaa era l’unico software p2p ai tempi che conteneva una sorta di virus all’interno che comunicava all’esterno in modo del tutto trasparente e senza alcuna nostra autorizzazione informazioni su cioò che facevamo sul pc.

Oggi skype fa parte del gruppo di ebay, ma certi vizietti sulla sicurezza e privacy dei sistemi su cui e’ installato sembrano essere ancora attuali. Non a caso risaltano ora gli allarmi lanciati da gruppi di ricerca come l'americano CISSP, il quale ha scoperto che Skype si permette di fare, sul computer degli utenti, operazioni invisibili.
Skype deve fronteggiare adesso un problema: gli si sta sbarrando la strada del mercato business, degli uffici insomma. Si sta diffondendo l'idea che sia pericoloso installare Skype in una rete aziendale; i motivi sono spiegati in dettaglio dalla ricerca del CISSP.

In sostanza, una delle comodità di Skype, la facilità con cui riesce a adattarsi a qualsiasi firewall, non è una cosa buona in ambienti professionali ed è un potenziale rischio per la sicurezza. Skype funziona bucando i firewall poiché sfrutta la porta 80 (quella del browsing); worm e trojan (di cui sono arrivati da poco i primi esempi) basati su Skype hanno insomma le porte aperte per combinare disastri. Skype funziona inoltre con la logica del peer to peer: non ha server centrali, ma assegna ad alcuni utenti (inconsapevoli), in modo dinamico, il ruolo di supernodi. Una piccola parte delle loro risorse di banda, memoria e Cpu, sarà usato dal network (dai nodi, gli altri utenti) per fare telefonate.

Chi installa Skype accetta insomma la possibilità di diventare supernodo inconsapevole e, in cambio di telefonate gratis, di cedere parte delle proprie risorse a beneficio di tutti. Il che permette a Skype di migliorare le efficienze nella gestione delle telefonate, ma il rovescio della medaglia è che sui computer di alcuni utenti avvengono operazioni non tanto trasparenti. Ne parla una recente ricerca di Maurizio Dècina, professore del Politecnico di Milano. Ma quanti utenti Skype ne sono consapevoli? Anche coloro che lo sono non possono controllare più di tanto che cosa succede al proprio computer connesso a Skype: la tecnologia peer to peer usata è segreta. Non solo: nemmeno i dati personali degli utenti (usati per la registrazione) sono archiviati su server centrali; sono distribuiti nel network peer to peer, tra i nodi. In forma criptata, certo; ma con un sistema proprietario e segreto, quindi gli utenti non possono verificare dove e come sono trattati i propri dati personali. Devono prendere per buone le rassicurazioni di Skype. Fidarsi degli autori. Ma Skype è nato dalle mani degli stessi autori di Kazaa, software che per finanziarsi ha fatto in passato comunella con adware invasivi: non proprio un buon curriculum. Ecco perché comincia a montare una campagna anti-skype. Tanto che i francesi di IS Decisions hanno pubblicato SkypeKiller, software gratuito che serve a bloccare Skype negli uffici.

Poi ognuno può decidere di aprire il proprio pc a chi vuole e farci passare chi vuole di farsi spiare. Ma spiegatemi voi perchè poi si da la caccia all’ultimo antivirus ?

Con le nuove tecnologia voip si può parlare gratis e a costi contenuti, ma non per questo mi metto una tecnologia obsoleta che mi porta trojan sul pc, basta saper fare le giuste scelte, e non farsi prendere dall’effetto rete, cioè lo fanno tutti lo faccio pure io.

Solo per la cronaca quando usci skype comprai una sorta di centralino e adattatore e un server, il quale doveva far funzionare skype nei normali telefoni di casa insieme alla linea tradizionale. Dopo aver installato il tutto, risolti i mille problemi di conflitto che si creano usando sistemi non professionali, quando dopo poco ho capito e intuito cosa succedeva sul mio server di casa come veniva usata la banda della mia adsl ho deciso di rimuovere tutto l’impianto e di trovargli un angolo nella cantina di casa.


Oggi le mie scelte sono confermate dalle ricerche dell’americano CISSP.

Approfondimenti consigliati  Parlacom, il software antiskype di Parla.it, 
è possibile montare skype su symbian ? qualcuno lo ha fatto ?
esiste un software per far condividere skype e il voip sul SIP ?

postato da: armando66com alle ore 00:19 | Permalink | commenti (17)
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